Bruno Cerboni — ARTIST






Bruno Cerboni

 

Intervista all’artista Bruno Cerboni –

“Dreamming the desert”

1. Chi sei e cosa fai?
Sono un Artista che usa, per realizzare le proprie opere, tecniche del terzo Millennio e Intelligenza Artificiale. Laureato in Ingegneria presso La Sapienza – Università di Roma, ho al mio attivo una carriera trentennale come dirigente di grandi Aziende e imprenditore. Da sempre impegnato sui temi dell’innovazione e dell’Information Technology, ho conseguito il Premio Nazionale Innovazione e il Red Herring 100 Europe. Cultore di storia ed arte, mi dedico da anni alla realizzazione di opere d’arte digitali declinate su un’ampia serie di supporti, quali tela, legno, vetro, seta, ceramica, rivitalizzando con un approccio moderno anche tecniche antiche quali mosaici, vetrate ed intarsi marmorei. Il mio obiettivo è quello di sintetizzare l’Intelligenza Artificiale e le tecnologie più avanzate con la tradizione artistica millenaria, patrimonio da non dimenticare, ma anzi da rinnovare con nuovi metodi e nuovi processi.

 

“A place among the stars”

 

2. Perché l’arte?
La mia, come quella di molti altri Artisti, è una continua ricerca e sfida per realizzare qualcosa che esprima il proprio pensiero e che riesca a comunicare una EMOZIONE a chi guarda le opere. Utilizzo un approccio moderno e innovativo per realizzarle, ma la fonte di tutto quello che faccio sta nella mia formazione e nelle mie radici culturali.

 

“Mask – Carnival of Venice”

 



3. Qual è il tuo primo ricordo di voler essere un artista?
Come formazione artistica sono un autodidatta, sono un ingegnere con un passato da dirigente industriale nel settore dell’Innovazione e dell’Information Technology e imprenditore e con una grande passione per l’arte. Nel corso della mia vita ho viaggiato moltissimo, ho collezionato una biblioteca di libri d’arte, ho visitato i maggiori musei del mondo, ho visitato chiese, monumenti, siti archeologici. Da ragazzo giravo con un blocco e facevo schizzi di statue o particolari architettonici, poi la mia professione ha preso il sopravvento non concedendomi spazi di tempo per coltivare le mie passioni. Da qualche anno sono invece finalmente impegnato in una ricerca artistica a tempo pieno. Applico le tecniche più innovative, compresa l’Intelligenza Artificiale, con la quale ho raggiunto risultati qualitativi indistinguibili dalle opere realizzate manualmente.

 

“Tribute to the beautiful model Alia Bhatt”

 

4. Quali sono i tuoi soggetti e i tuoi supporti preferiti?
Oltre alle opere post-impressioniste realizzate con tecniche ad olio su tela, tendo a realizzare opere composte da materiali capaci di sfidare il tempo: il mosaico, le vetrate, il bronzo, il marmo. Con le nuovissime tecniche di printing è possibile riportare un file ad elevatissima risoluzione in qualsiasi formato e su qualsiasi materiale, compresi vetri resistenti alla luce del sole o grès porcellanato. C’è una voglia di sfidare il tempo che deriva dalle emozioni che ho provato continuamente quando vedevo opere sopravvissute ai secoli o addirittura ai millenni.

 

“Artista indiano dal bel copricapo blu”

 

5. Come lavori e come affronti i tuoi soggetti?
Il fatto di utilizzare tanti pezzetti per fare una opera unica per me è affascinante e lo perseguo giornalmente, specialmente per fare ritratti cercando di cogliere l’anima delle persone e riportandoli su mosaico o vetrate. Ho anche coniato per questo tipo di opere i termini ©SMARTMOSAIC e ©SMARSTAINEDGLASS. Trovo anche particolarmente interessante prestare attenzione al contesto di visione di un opera. L’approccio è completamente diverso se proponete un contenuto su olio su tela visibile da un metro di distanza o se volete proporre lo stesso contenuto su una vetrata grande dieci volte tanto e visibile da 30 metri. Devono cambiare i colori, i contrasti, si deve tener conto della retroilluminazione dei raggi solari. Potrete vedere un esempio di questa soluzione riguardando l’opera “A giant stained glass window,” pubblicata sul mio diario Facebook il 24 gennaio, trasposizione in vetrata dall’Altare Monforte di Hugo Van der Goes. Un altro esempio di contesto che lascia stupefatti sono i quadri all’interno della Basilica di San Pietro. Vedendoli da lontano sembrano quadri ad olio su tela, ma se li guardi da vicino ti accorgi che sono tutti mosaici realizzati con minuscole tessere. La maggior parte delle persone non se ne accorge, ma questo ha consentito ai quadri di sfidare immutati i secoli che passano. Mi colpiscono molto, non per averle viste direttamente, ma per averle studiate, l’interno delle architetture islamiche completamente rivestite di mosaici e ceramiche fino a smaterializzare gli spazi. La luce che filtra dalle cupole attraverso i vetri colorati delle finestre sembra farle ruotare seguendo i movimenti del sole. I motivi geometrici, nella loro diversità, hanno lo stesso fondamento di quelli cosmateschi e le vetrate, nella loro diversità, le stesse funzioni di quelle delle cattedrali. Questo a convalidare che l’arte è patrimonio dell’umanità e momento unificante delle culture più diverse.

 

“Painting a painted face – 1”

 

6. Quali sono le opere d’arte e gli artisti che preferisci?

Amo la pittura e gli affreschi del Rinascimento, ma le cose che mi hanno particolarmente colpito sono state i mosaici, le vetrate, l’ ”Opus sectile”, il “Commesso Fiorentino”, i pavimenti marmorei, le opere dei Cosmateschi. Grandi emozioni si provano a vedere ad esempio i mosaici di Ravenna, le vetrate delle cattedrali come quelle della Saint Chapelle, i pavimenti cosmateschi di moltissime chiese, le opere in “Commesso Fiorentino” all’ Opificio delle Pietre Dure a Firenze, i pavimenti di chiese come il Duomo di Siena.

 

“Othello the Moore og Venice”

 

7. Quali sono le migliori reazioni che hai ricevuto per il tuo lavoro?
Se guardate il mio profilo Facebook, soffermatevi sui commenti che provengono da artisti e persone di tutte le nazioni del mondo. Veramente un gradimento di pubblico incredibile e inaspettato. Nei primi quattro mesi di quest’anno ho collezionato più di 100.000 likes. Una delle mie ultime opere “I love rubies” da sola ha avuto 3400 condivisioni e un effetto virale. Sono Membro della Mondial Art Academia. Ho partecipato ad alcune mostre, a Venezia, in India e ho fatto una Mostra Personale a Mantova “FLORA” completamente dedicata al soggetto fiori. Sto comunque cercando in varie nazioni del mondo Gallerie che vogliano ospitare le mie opere.

 

“I love rubies”

 


8. Cosa ti piace del tuo lavoro?
Mi considero un innovatore nel campo dell’Arte e sperimento giornalmente nuove tecniche per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi. Alzare l’asticella per arrivare più lontano costituisce una sfida con me stesso e mi appaga. Faccio tutto con grande entusiasmo.

 

“Giorgio Gregorio Grasso”

 

9. Che consiglio daresti ad altri artisti?
Quello di non accontentarsi e provare ogni giorno a migliorarsi e a fare qualcosa di nuovo che altri non hanno ancora fatto.

 

“My look is sad but the hope for a better future is great”

 


10. Dove ti vedi tra 5-10 anni?
Se ci saranno persone che faranno esperimenti simili ai miei potrei essere definito il Capostipite di una nuova corrente artistica del terzo millennio, magari denominata SMART-ART o INTELLIGENT-ART.
Nel breve periodo mi piacerebbe fare ritratti a persone di tutto il mondo su loro richiesta e stabilire rapporti di business con Gallerie d’Arte di varie nazioni.
In questo momento sono anche concentrato per portare questo tipo di Arte nel mondo dell’Architettura, mediante opere di grandi dimensioni su vetrate, pannelli retroilluminati e grès porcellanato.

 

 

Bruno Cerboni

 

 

 

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